Autore: Roberto Ricci
Secondo quanto comunicato dalla società e confermato dalle principali agenzie internazionali, Poste ha lanciato un’offerta da circa 10,8 miliardi di euro per acquisire il restante capitale di Telecom Italia, con un prezzo pari a circa 0,635 euro per azione e un premio di poco superiore al 9% rispetto alle quotazioni precedenti all’annuncio. Il confronto tra la privatizzazione del 1997 e l’operazione di oggi mostra chiaramente quanto sia cambiato il valore economico di Telecom Italia nel tempo. All’epoca lo Stato incassò circa 19.000 miliardi di lire, pari a circa 9,8 miliardi di euro, vendendo soltanto una parte della società. Oggi, attraverso…
Un dato industriale concreto Dal punto di vista tecnico ed economico, la scoperta rafforza il portafoglio upstream di Eni e consolida la sua presenza nel Nord Africa. Pur non trattandosi di un giacimento “gigante” su scala globale, 28 miliardi di metri cubi rappresentano circa il 70% delle riserve italiane, e se sviluppate, queste risorse potrebbero contribuire a sostenere la produzione di gas destinata anche ai mercati europei, grazie alla vicinanza geografica e alle infrastrutture già esistenti. Libia e Mediterraneo: un nodo energetico chiave La Libia occupa una posizione centrale nelle strategie energetiche europee, in particolare per Paesi come l’Italia. La…
Il titolo della Tel Aviv Stock Exchange (TASE) ha segnato una delle performance più impressionanti degli ultimi anni nel panorama finanziario globale. Negli ultimi due anni e mezzo circa, il prezzo delle azioni della stessa Borsa di Tel Aviv è salito da livelli intorno ai 1.800-2.000 agorot (post-ottobre 2023, in un contesto di tensioni geopolitiche) fino ai 14.700 agorot attuali (chiusura al 13 febbraio 2026), registrando un moltiplicatore di circa 7,5-8 volte in valuta locale (ILS). Questo corrisponde a un rendimento del +670-720% in termini percentuali. L’effetto del rafforzamento dello shekel Il rafforzamento dello shekel ha amplificato ulteriormente i guadagni…
Il caso Nvidia: l’accordo che non c’era Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, il presunto investimento da 100 miliardi di dollari di Nvidia in OpenAI risulta oggi completamente bloccato. L’operazione, annunciata con grande enfasi nel settembre scorso, non sarebbe mai stata vincolante.Jensen Huang avrebbe chiarito in ambienti industriali che l’accordo non era finalizzato, ridimensionandolo di fatto a una dichiarazione d’intenti. Un chiarimento che ha avuto l’effetto di raffreddare la narrativa che aveva contribuito a sostenere le valutazioni di OpenAI negli ultimi mesi. Una corsa ai capitali senza precedenti Nonostante ciò, Sam Altman continua un roadshow globale per raccogliere altri…
Chi è Kevin Warsh Kevin Warsh non è un nome nuovo per i mercati. Ex governatore della Federal Reserve tra il 2006 e il 2011, ha vissuto dall’interno una delle fasi più delicate della storia recente: la crisi finanziaria globale del 2008. In seguito ha ricoperto ruoli accademici e di consulenza economica, diventando una voce influente nel dibattito sulla politica monetaria statunitense. Tradizionalmente considerato un “falco” sull’inflazione, Warsh ha negli ultimi anni assunto posizioni più sfumate, criticando l’eccessiva espansione del bilancio della Fed ma mostrando apertura verso una politica dei tassi più accomodante, soprattutto in presenza di rallentamenti economici. Una…
L’Annuncio Storico della Borsa di New York Ieri, 19 gennaio 2026, Il New York Stock Exchange (NYSE), ha fatto un annuncio che potrebbe ridefinire i confini tra finanza tradizionale e tecnologia blockchain. Con orgoglio, il NYSE ha svelato lo sviluppo di una nuova piattaforma digitale dedicata al trading e al settlement on-chain di titoli tokenizzati. Non si tratta di un semplice aggiornamento, ma di un ponte verso un mercato più accessibile e efficiente, dove le azioni e gli ETF americani potranno essere rappresentati come token su blockchain. Immaginate di poter comprare e vendere azioni 24 ore su 24, senza aspettare…
Una Montagna di Inventari che Minaccia i Bilanci Cinque giganti quotati del mondo degli spirits (Diageo, Pernod Ricard, Campari, Brown-Forman e Rémy Cointreau) detengono oggi circa 22 miliardi di dollari in stocks di spirits invecchiati (whisky, bourbon, cognac, tequila), il livello più elevato da oltre un decennio. Questo surplus, analizzato dal Financial Times sui bilanci 2025, non è solo un problema di magazzino: immobilizza capitale, gonfia i costi di stoccaggio e preme sui margini in un contesto di domanda premium in forte calo. Il settore paga il prezzo di un mismatch tra aspettative post-pandemia e realtà economica, con azioni in…
Quando i Mercati Salgono nel Buio Nei mercati azionari mondiali, da oltre trent’anni, i rendimenti overnight (calcolati dal prezzo di chiusura di una sessione al prezzo di apertura della successiva) hanno generato la quasi totalità della crescita cumulativa delle azioni, mentre i rendimenti intraday (durante le ordinarie ore di negoziazione) risultano spesso negativi o irrilevanti. Questo fenomeno non è limitato agli Stati Uniti: lo si osserva in indici globali come l’S&P 500, il FTSE 100 o il SENSEX indiano. Eppure, nonostante la sua evidenza statistica persistente e globale, esso rimane avvolto in un silenzio assordante da parte di media finanziari,…
L’Annuncio di Trump sul Divieto agli Investitori Istituzionali Il 7 gennaio 2026, il Presidente Donald Trump ha reso pubblico il suo piano per contrastare l’espansione degli investitori istituzionali nel mercato residenziale statunitense. Attraverso un post su Truth Social, ha dichiarato di voler implementare misure immediate per impedire a questi grandi fondi di acquisire ulteriori case unifamiliari, con l’intenzione di spingere il Congresso a trasformare questa iniziativa in legge permanente. La motivazione è chiara e populista: «Le case sono per le persone, non per le corporations». Trump ha sottolineato come questa mossa sia essenziale per ridurre i prezzi e facilitare l’accesso…
Il costo reale dell’uscita dal nucleare Dopo il 2011, la quota di energia nucleare nel mix elettrico giapponese è crollata da circa il 30% a meno del 10%. A colmare il vuoto sono stati gas naturale liquefatto e carbone importati.Il risultato: In un paese privo di risorse naturali, questa dipendenza non è solo un problema energetico, ma finanziario. Kashiwazaki-Kariwa come asset economico La centrale di Kashiwazaki-Kariwa ha una capacità complessiva di circa 8,2 GW, pari a quella di diversi grandi impianti a gas messi insieme. Anche il riavvio di una sola unità consente di sostituire volumi significativi di combustibili fossili…
