Il titolo della Tel Aviv Stock Exchange (TASE) ha segnato una delle performance più impressionanti degli ultimi anni nel panorama finanziario globale. Negli ultimi due anni e mezzo circa, il prezzo delle azioni della stessa Borsa di Tel Aviv è salito da livelli intorno ai 1.800-2.000 agorot (post-ottobre 2023, in un contesto di tensioni geopolitiche) fino ai 14.700 agorot attuali (chiusura al 13 febbraio 2026), registrando un moltiplicatore di circa 7,5-8 volte in valuta locale (ILS). Questo corrisponde a un rendimento del +670-720% in termini percentuali.
L’effetto del rafforzamento dello shekel
Il rafforzamento dello shekel ha amplificato ulteriormente i guadagni per chi ha investito in dollari. Il tasso di cambio è passato da circa 3,65-3,70 ILS per USD nel 2023 a ~3,08 oggi, con un apprezzamento della valuta israeliana del 18-20%. Di conseguenza, la performance in USD si attesta intorno alle 9-10 volte il capitale iniziale, un risultato che riflette sia la resilienza del mercato israeliano sia l’effetto valuta favorevole.
La mossa vincente di Bill Ackman
Un caso emblematico di questa fiducia è l’investimento di Bill Ackman, CEO di Pershing Square Capital Management. A gennaio 2024, Ackman e la moglie Neri Oxman hanno acquisito circa il 5% della TASE per 25 milioni di dollari (prezzo intorno ai 20,60 ILS per azione). Nel settembre 2025, durante una visita in Israele in cui ha suonato la campana d’apertura della Borsa, Ackman ha definito l’operazione “uno dei migliori investimenti della mia vita”, con un ritorno stimato intorno al 280-300% in meno di due anni (e ulteriori apprezzamenti da allora, in linea con la traiettoria del titolo). Ha anche sottolineato come possedere una borsa equivalga a “una royalty sul successo di un paese”, esprimendo ottimismo sull’economia israeliana nonostante le sfide.

Resilienza e fattori di crescita del mercato israeliano
Questa crescita del titolo TASE si inserisce in un contesto più ampio di vitalità del mercato israeliano: afflussi record verso ETF e indici, boom nel settore tech, volumi di scambio elevati e iniziative strategiche come il passaggio al trading settimanale da lunedì a venerdì per attrarre investitori internazionali.
L’indice TA-35 ha raggiunto massimi storici a 4.219,63 punti nel febbraio 2026, con un rendimento YTD del +15-16% e un +67-70%, mentre dal minimo post-ottobre 2023 (intorno ai 2.278 punti) ha registrato un +98-100%.
Il TA-125 ha sovraperformato con un +60,70% su base annua, superando benchmark globali come l’S&P 500, grazie a fattori come l’ottimismo su piani di pace, la forza del settore tech e la capacità di ripresa nonostante conflitti multi-frontali con Hamas, Hezbollah e Iran.
Il mercato ha dimostrato una capacità di ripresa notevole, sovraperformando molti benchmark globali in un periodo complesso, con un aumento del 53% per il TA-35 nel solo 2025.


