SCOPO DEL REPORT
Lo scopo di questo report è quello di analizzare i rapporti internazionali che il Regno Unito intraprende con la Russia, delinearne i possibili sviluppi e di valutare i rischi.
La ricerca viene eseguita esclusivamente con le fonti OSINT ed analizza pure la situazione economica, interna e dei trasporti del Regno Unito, i quali influiscono sulla forza decisionale del rispettivo Governo.
DESCRIZIONE FATTORI DEL RISCHIO
La valutazione del rischio viene assegnato seguendo un sistema a “semafori” colorati, che indicano il livello di rischio associato al comparto analizzato basato sulle informazioni reperite al momento dell’analisi.
Rischio rosso: rischio alto. In base ai dati raccolti, il comparto in esame presenta gravi problematiche che nell’assoluta certezza inciderebbero negativamente lo sviluppo delle politiche dello Stato e/o la propria sicurezza.
Rischio arancione: rischio medio-alto. In base ai dati raccolti, il comparto in esame presenta determinate problematiche che nella maggior parte dei casi inciderebbero negativamente lo sviluppo delle politiche dello Stato e/o la propria sicurezza.
Rischio giallo: rischio medio. In base ai dati raccolti, il comparto in esame presenta alcune problematiche che probabilmente inciderebbero negativamente lo sviluppo delle politiche dello Stato e/o la propria sicurezza.
Rischio verde: rischio basso. In base ai dati raccolti, il comparto in esame non presenta problematiche che inciderebbero negativamente lo sviluppo delle politiche dello Stato e/o la propria sicurezza.
ANALISI DEI COMPARTI
Politica estera
In base alle informazioni rilevate da fonti aperte, si ritiene di assegnare la seguente valutazione del rischio: Rischio arancione
I rapporti internazionali tra UK e Russia hanno subito un progressivo processo di decadimento dal 2010 al 2023, in seguito ad una serie di eventi chiave come: l’annessione della Crimea (2014), il caso Skripal (2018) e il conflitto russo ucraino iniziato nel 2022. Tale sfiducia, amplificata dai toni populistici di Boris Johnson rispetto alla più moderata tecnocratica Theresa May, si traduce in termini pratici attraverso un consistente piano sanzionatorio che ha portato ad una riduzione del 90% sul commercio bilaterale, congelando £22,7 miliardi di asset russi. Quest’ultimo traguardo è stato reso possibile tramite l’ introduzione dell’ Economic Crime and Corporate Transparency Act 2022 e la successiva versione 2023, migliorando il tracciamento degli assets e dei titolari effettivi e impedendo a oligarchi sanzionati di raggirare le sanzioni tramite società fittizie. Parallelamente, il Regno Unito ha inserito la Russia nella “enhanced Tier, del Foreign Influence Registration Scheme, imponendo sanzioni penali nel caso di mancata registrazione presso le autorità verso parti britanniche operanti in suolo russo. In varie occasioni la Russia è stata definita dal governo britannico come una minaccia alla sicurezza globale, denunciando la crescente cooperazione tra Russia Iran e Corea del Nord e la volontà dell’orso russo di ostacolare gli sforzi di pace. Dal punto di vista dell’Intelligence vi è una lunga storia di spionaggio reciproco (vedasi caso” I 5 di Cambridge”), dove la fiducia bilaterale è stata minata in maniera profonda. Episodi come: l’allontanamento di 20 ufficiali dell’intelligence russa dopo il caso di avvelenamento di Salisbury e l’implementazione del National Security Act (volto a contrastare operazioni di spionaggio, sabotaggio e inferenza straniera) confermano la volontà britannica di contrastare l’intelligence russa, una delle sfide più significative per la sicurezza britannica.

Situazione interna
In base alle informazioni rilevate da fonti aperte, si ritiene di assegnare la seguente valutazione del rischio: Rischio giallo
Il Regno Unito, sesta economia mondiale per PIL nominale con 3,84 trilioni di dollari attualmente sta vivendo un momento di relativa stabilità, dopo il picco d’inflazione dell’11% nel 2022, ora in calo verso il target del 2% grazie a politiche monetarie di contrazione con effetti frenanti sul mercato immobiliare e sistema finanziario. Parallelamente, effetti della brexit continuano a pesare in termini di scambi commerciali e investimenti esteri determinando una produttività stagnante che si traduce in aumento previsto del PIL reale dell’1,1%. Il mercato del lavoro nonostante la crescita salariale media del 5.6% si dimostra in fase di rallentamento con un tasso di disoccupazione che nel primo trimestre del 2025 ha raggiunto quota 4.5% il tasso più alto dal 2021 e una crescita della la quota di lavoratori con più impieghi, attestata intorno al 3,8-3,9% (indicando una maggiore precarietà). In maniera tale da rilanciare il mercato di lavoro, e affrontare sfide interne e problematiche strutturali come la potenziale stagnazione economica, il governo britannico è pronto ad investire in maniera massiccia in: difesa e sicurezza con un aumento della spesa al 2,5% del PIL, £14 miliardi in AI ,(£1 miliardo destinato ad un software AI per gestire i dati di operazioni militari, aspirando alla creazione del Nationaly Cyber Electromagnetic Command), fondi come il Green Industries Growth Accelerator da £ 960 milioni per progetti di cattura del carbonio e rinnovabili. La crisi post-Brexit e anni di austerità hanno aggravato le disuguaglianze sociali: il 22% della popolazione vive in povertà relativa, oltre 15 milioni di persone su circa 69 milioni. Il Regno Unito affronta anche una sfida demografica con un tasso di fertilità ai minimi storici (1,44 figli per donna nel 2023) e un aumento dei pensionati a 13 milioni, con l’età pensionabile che salirà da 66 a 67 anni tra il 2026 e il 2028 per garantire la sostenibilità del sistema. Sul fronte della criminalità, il Regno Unito presenta un livello elevato di criminalità organizzata (5,75/10) nel Global Organized Crime Index 2023, con mercati attivi come traffico di esseri umani, droga, crimini finanziari (elevata attività di riciclaggio facilitata dalla struttura flessibile delle LLP) e cybercrime gestiti da reti transnazionali Nonostante ciò, il paese mantiene un’elevata resilienza (7,54/10) grazie a una cooperazione internazionale forte e a un sistema giudiziario robusto e indipendente.
Reti di trasporto
In base alle informazioni rilevate da fonti aperte, si ritiene di assegnare la seguente valutazione del rischio: Rischio verde
In ambito militare, il regno Unito detiene un rilevante vantaggio strategico grazie ad una rete portuale molto sviluppata giovandone in termini di capacità logistica. Felixstowe, essenziale per l’import &export britannico, gestisce circa il 36% del traffico container del paese ricoprendo un ruolo di rilevanza in termini di supply chain globale grazie alla sua posizione strategica con accesso alle principali rotte marittime tra Europa e Estremo Oriente. Nella storia, tali peculiarità gli hanno conferito una connotazione difensiva in ambito strategico. Portvadie, grazie alle sue infrastrutture, profondità e protezione conferite dalla laguna artificiale, in caso di emergenze militari, può essere riconvertito per supportare operazionali navali. Nigg, hub di rilevanza per l’offshore wind, oil & gas e nucleare, garantisce accesso diretto e senza restrizioni al Mare del Nord. In ottica di una potenziale escalation militare, tale porto rappresenta un obiettivo sensibile, per la resilienza infrastrutturale ed energetica britannica. Per quanto riguarda la rete ferroviaria, il Regno Unito gode di una rete di 16000 Km con linee ad alta velocità ed un’estensione capillare, essenziale per un rapido trasferimento di risorse, truppe ed equipaggiamenti. Il traffico aereo civile nel Regno Unito è molto sviluppato. Tra gli aereoporti principali: Heatrow, Gatwick e Manchester che gestiscono un elevato volume di passeggeri e merci, garantendo un’efficiente rete di collegamenti nazionali e internazionali. Inoltre vi è la necessita di menzionare Raf Northolt aeroporto militare, usato prevalentemente per l’aviazione generale e voli business, offrendo discrezione e rapidità per passeggeri VIP e leader politici.

CONCLUSIONI DEL REPORT
In base alle informazioni rilevate da fonti aperte, si ritiene di assegnare la seguente valutazione del rischio: Rischio giallo
Prendendo in considerazione il clima di ostilità strutturale e sfiducia reciproca che caratterizza il rapporto diplomatico tra Russia e Regno unito, una futura escalation in ambito cibernetico o in maniera indiretta in campo militare non deve essere esclusa. A livello interno, la ripresa economica del Regno Unito acquisisce tratti di vulnerabilità a causa di una produttività stagnante, diseguaglianze sociali e sfide demografiche. Tuttavia, la resilienza dell’infrastruttura istituzionale combinata all’efficienza e capacità della rete logistica e la creazione di budget per investimenti in AI militare e sicurezza permettono al Regno Unito di mantenere un ruolo di rilevanza a livello internazionale, consolidando parallelamente capacità di difesa, comparto economico e relazioni diplomatiche. Conseguentemente Il Regno Unito ha la necessità di assumere un approccio di deterrenza e difesa attiva, prioritizzando la sicurezza nazionale, mostrando compostezza e assertività nel far rispettare il diritto internazionale ma tenendo porte aperte per dialogare in aree di interesse comune.

