Mentre il governo ha insistito sul fatto che non sono state rilasciate nuove licenze per armamenti dal 7 ottobre 2023, i dati commerciali e doganali raccontano una storia diversa, che coinvolge precursori di esplosivi di grado fertilizzante, cordoni detonanti e composti contenenti trizio con potenziali applicazioni nucleari.
Cifre ufficiali parlamentari (Senato) che citano dati doganali / Comtrade
Tutte le citazioni seguenti provengono dal Resoconto Stenografico del Senato della Repubblica, 324ª Seduta, 3 luglio 2025 (Allegato A)
| Merce | Voce HS / Capitolo | Citazione ufficiale del Senato (in italiano) | Cifre chiave | Riferimento (pag. 79) |
|---|---|---|---|---|
| Cordoni detonanti | HS 3603 | «Nel 2024 l’Italia ha iniziato a esportare cordoni detonanti verso Israele, inviando complessivamente 140 tonnellate per un valore di € 2 078 458.» | 140 t · € 2,08 M (2024) | linee 2491–2494 |
| Nitrato di ammonio | HS 310230 | «Da novembre 2023 a marzo 2025, l’Italia ha esportato 5 980 tonnellate (classificato come ‘concimi’: nitrato di ammonio non in soluzione acquosa, N > 34 %).» | 5 980 t (nov. 2023–mar. 2025) | linee 2492–2497 |
| Composti contenenti trizio | HS Cap. 28 / 2844 | «Nel 2024 le vendite a Israele di composti contenenti trizio hanno raggiunto un valore di € 1 485 587, per un totale di 288 kg; nel primo trimestre 2025 € 686 411, +276 % sul periodo 2024.» | 288 kg · € 1,49 M (2024); € 0,69 M T1 2025 | linee 2499–2504 |
Mappatura dei codici HS (controlli di classificazione)
Definizione dei codici HS (Nomenclatura Combinata UE / UN Comtrade)
- 310230 — «Nitrato di ammonio (anche in soluzione acquosa)».
- 3603 / 36032000 — «Fusibili di sicurezza; cordoni detonanti; capsule a percussione o di accensione; detonatori elettrici».
- 2844 — «Elementi e isotopi chimici radioattivi; e i loro composti» (include trizio e suoi composti).
Queste classificazioni confermano che le merci citate nel resoconto del Senato rientrano nelle categorie di beni a duplice uso o precursori di esplosivi secondo gli standard doganali UE e ONU.
1) Nitrato di ammonio, il precursore dai molti volti
Che cos’è: un comune fertilizzante agricolo che, ad alte concentrazioni o miscelato con combustibile, diventa un potente precursore di esplosivi. Usi bellici (concettuali)
- Produzione di esplosivi in massa: in contesti di combattimento o insurrezionali, il nitrato di ammonio concentrato rappresenta l’ingrediente principale per esplosivi ad alto volume. Combinato con un combustibile separato e innescato correttamente, può generare potenti effetti dirompenti utili per demolizioni, ordigni esplosivi improvvisati veicolari (VBIED) e sabotaggi su larga scala.
- Stragi di massa / negazione di aree: grazie alla possibilità di produrlo o assemblarlo in grandi quantità e disperderlo tramite veicoli o edifici, gli esplosivi a base di nitrato di ammonio sono stati utilizzati per causare danni strutturali estesi e vittime civili.
- Moltiplicatore logistico militare: grandi quantità spedite a un attore in guerra possono essere stoccate e convertite in cariche militari, cariche di riempimento per munizioni o cariche da demolizione, rendendolo una commodity strategica e non solo un input agricolo.
Perché
- Natura a duplice uso: legale e comune in agricoltura, ma facilmente convertibile in esplosivi. Ciò lo colloca pienamente nei controlli sui beni a duplice uso: il commercio legittimo è consentito, ma il rischio di diversione per usi bellici è elevato.
- La scala conta: piccole quantità per aziende agricole sono normali; migliaia di tonnellate dirette verso una zona di conflitto aumentano enormemente il rischio di utilizzo militare.
2) Cordoni detonanti, l’innesco di precisione
Che cos’è: un cordone flessibile contenente un nucleo esplosivo ad alta energia, progettato per trasmettere un’onda di detonazione rapidamente lungo la sua lunghezza. Usi bellici (concettuali)
- Innesco e temporizzazione: i cordoni detonanti sono ampiamente utilizzati per sincronizzare con precisione la detonazione di più cariche, utili per brecciare fortificazioni, demolire strutture o attivare cariche cave in momenti esatti.
- Collegamento di cariche: nell’ingegneria militare o nella fabbricazione di munizioni, i cordoni collegano più cariche esplosive per farle detonare come evento unico e coerente, aumentando l’effetto distruttivo e consentendo sequenze controllate.
- Munizioni e demolizioni: ordigni militari, squadre di demolizione e determinati sistemi di munizioni dipendono da inneschi e cordoni affidabili per un’attivazione sicura e prevedibile.
Perché
- Uso civile limitato: al di fuori di settori controllati (miniere, demolizioni specializzate) ha poche applicazioni civili legittime, pertanto le esportazioni verso un Paese in guerra sollevano immediati segnali d’allarme.
- Moltiplicatore di forza: rendendo più facili il controllo e la combinazione di cariche esplosive, aumenta la letalità e la flessibilità tattica dei dispositivi esplosivi.
3) Composti al trizio, l’isotopo dai ruoli strategici
Che cos’è: il trizio è un isotopo radioattivo dell’idrogeno utilizzato in piccoli dispositivi commerciali (illuminazione, ricerca) e in tecnologie nucleari specializzate. Usi bellici (concettuali)
- Ruolo nelle armi nucleari (boosting): nella scienza delle armi nucleari moderne, il trizio può essere usato in quantità minime per “potenziare” dispositivi a fissione, aumentando resa ed efficienza. Si tratta di un’applicazione altamente specializzata e strategica legata direttamente alla capacità di armi nucleari.
- Fonti di neutroni e componenti specializzati: il trizio può essere impiegato in dispositivi per la produzione di neutroni o in sensori e tecnologie di guida specializzate; alcune di queste hanno applicazioni militari o a duplice uso dirette.
- Vantaggio tecnico prolungato: l’accesso a trizio in quantità apprezzabili supporta avanzamenti nella weaponization o in tecnologie correlate alla guerra che l’industria civile raramente richiede su larga scala.
Perché
- Rischio di proliferazione: a differenza di fertilizzanti o cordoni detonanti, il trizio è espressamente segnalato in molti regimi di non-proliferazione per il suo collegamento diretto con la tecnologia delle armi nucleari.
- Sorveglianza normativa: i trasferimenti di isotopi radioattivi sono soggetti a controlli internazionali più stringenti e obblighi di notifica proprio per queste implicazioni strategiche.
Implicazioni legali e politiche
In base alla Legge 185/1990, l’Italia vieta le esportazioni di armamenti verso Stati impegnati in conflitti «in violazione dell’articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite».
La legge copre beni militari e munizioni, ma non tutti i materiali a duplice uso.
Se una spedizione è classificata come fertilizzante o composto chimico, bypassa il processo di autorizzazione interministeriale UAMA.
I critici sostengono che questa distinzione mina lo spirito della legge.
Gruppi della società civile come Rete Italiana Pace e Disarmo e Weapon Watch hanno chiesto una moratoria sulle esportazioni a duplice uso verso Israele, in attesa di verifiche indipendenti sull’uso finale.
«I soli dati sul nitrato di ammonio fanno scattare segnali d’allarme», ha dichiarato un analista di un’ONG. «Cinqueottomila tonnellate di un precursore di esplosivi regolamentato spedite in tempo di guerra sono incompatibili con gli impegni umanitari dell’Italia».
Indizi di possibile elusione
Il resoconto del Senato fa riferimento anche a un’indagine della polizia del 4 febbraio 2025 nel Nord Italia che ha scoperto 13 tonnellate di componenti per cannoni falsificati e semilavorati, destinati a un subappaltatore israeliano, esportati senza autorizzazione.
Il caso, che coinvolge Valforge S.r.l., avrebbe utilizzato intermediari in Europa orientale per mascherare la natura militare dei pezzi.
Sebbene separato dalle esportazioni chimiche, l’episodio illustra come le classificazioni civili possano occultare traffici collegati al settore militare.In tutta l’UE persistono ambiguità simili. Il Regolamento (UE) 2021/821 sui beni a duplice uso concede agli Stati membri discrezionalità caso per caso sulle licenze.
Ciò significa che, mentre i leader politici condannano le vittime civili a Gaza, gli Stati membri possono esportare legalmente materiali con potenziale utilità militare, purché etichettati per scopi civili.
Il Gruppo di Coordinamento Dual-Use della Commissione Europea potrebbe esaminare le esportazioni di trizio, dato che gli isotopi radioattivi rientrano nella sua competenza.
Finora Bruxelles non ha rilasciato dichiarazioni pubbliche sui dati italiani.Queste cifre forniscono la base empirica alle denunce di Altreconomia:
- dimostrano esportazioni continuative di materiali strategici dopo la dichiarata sospensione del governo;
- mostrano che tali materiali rientrano in categorie HS riconosciute come precursori di esplosivi o isotopi nucleari a duplice uso;
- illustrano come le classificazioni commerciali italiane possano aggirare l’intento politico del divieto di esportazione di armamenti.
Conclusione
Tra fine 2023 e inizio 2025, l’Italia ha esportato quasi 6.000 tonnellate di nitrato di ammonio, 140 tonnellate di cordoni detonanti e centinaia di chilogrammi di composti contenenti trizio verso Israele.
Ogni spedizione è registrata nelle statistiche ufficiali, nessuna è stata oggetto di dibattito pubblico.
I dati estratti da WITS / UN Comtrade e dalla trascrizione del Senato di luglio 2025 offrono prove verificabili di questi flussi.
Sebbene formalmente classificati come esportazioni «civili», essi evidenziano la linea porosa tra commercio civile e militare nei conflitti moderni.
Finché tali esportazioni rimarranno nascoste dietro codici HS tecnici e linguaggio burocratico, l’impegno dichiarato dell’Italia per la pace e il diritto umanitario internazionale risuonerà vuoto.
La trasparenza, non la negazione, è il primo passo per allineare la pratica nazionale ai principi internazionali.

